Lanciare un Festival della Divulgazione: la strada percorsa fin qui

Calendario alla mano, mancano circa sette settimane alla prima giornata del Festival della Divulgazione.
Stiamo lavorando alla costruzione di un Festival che sia sintesi del pensiero di unica conoscenza che cerchiamo di concretizzare nel vero, nel qui, nel dovunque e un bel po' nel futuro.
Si parla moltissimo di politiche del territorio, ma questa settorializzazione, alla lunga, può essere fine a sé stessa in maniera definitiva: quello del Festival è, secondo Liberascienza, un pretesto per allargare i confini e realizzare una osmosi.


In quest'ottica, abbiamo da subito concretizzato una riflessione sulla natura della divulgazione e le sue implicazioni: che cos'è la divulgazione? Quali sono i suoi canali? E il suo pubblico? Ma soprattutto, qual è la domanda a cui risponde?

Per approcciare al Festival e alla sua idea, individuavamo quella locuzione che diffusamente si lega alla divulgazione quando se ne discute ma anche quando se ne prende le distanze.


“Non ho mai capito”, designata quale campagna di lancio del Festival, metteva ironicamente in luce tutto quello che la divulgazione finisce per essere nel sentire comune, generando quasi un senso di ossequiosa reverenza. E soprattutto, una sorta di disagio dai fortissimi tempi comici. Dalla matematica all'arte contemporanea al design passando per il Tunnel del Gran Sasso e la fine del mondo preconizzata dai Maia, una serie di esilaranti video presi in prestito da film e parlatori più o meno celebri smontava la veste granitica della divulgazione, scardinandola dagli ambienti prettamente cattedratici in cui siamo abituati a pensarla. E siccome siamo sicuri che c'è sempre qualcosa che 'non abbiamo mai capito', tutti i video sono reperibili nella Playlist #Nonhomaicapito del canale Youtube di Liberascienza.


Alla ricerca di un linguaggio fresco, immediato e coerente, siamo andati a parlare con le scuole, realizzando con i docenti ma soprattutto con i ragazzi uno scambio bellissimo. Abbiamo chiesto loro di raccontarci cos'è la divulgazione, e di farlo girando un video. Ingegno registico, autoriale e di maestranza messi in gioco dai ragazzi hanno prodotto una riflessione vera e fruibilissima sulla cultura e la sua azione nella società.
La scuola che divulga, che raggiunge e che produce non è un miraggio, com'è chiaramente visibile nei video della Playlist Cos'è la divulgazione?


Da questo momento in poi, ci chiediamo ufficialmente cosa ci dirà la città e cosa faranno le persone, quando le inviteremo e le incontreremo al Festival. Il dialogo instaurato e il processo di avvicinamento ricostruisce la divulgazione quale aspetto sociale capace di rivolgersi a tutti.
Tra sette settimane provare per credere.



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