Informazione & Conoscenza. Quando il più significa meno.

Più in formazioni. Tante, forse troppe. Potenzialmente oggi, soprattutto grazie ad internet, possiamo informarci su praticamente tutto: cronaca, sport, ristoranti, le ultime uscite dei politici, cosa pensa il nostro attore preferito dell’hotel nel quale ha dormito, quando uscirà il libro che ci interessa, se è stato scoperto un nuovo farmaco e a cosa serve. Possiamo venire a conoscenza di una enormità di informazioni, ad un livello di dettaglio fino a qualche anno fa inimmaginabile, e in brevissimo tempo.
È stata da tempo sconfitta l’ignoranza contro cui hanno lottato i nostri nonni: prima si era ignoranti perché non si sapeva né leggere, né scrivere. Si era ignoranti perché mancavano le informazioni o era difficile reperirle. E questo impediva di capire come, e in che direzione, andassero le cose del mondo.
Oggi non è più così, ma la difficoltà di orientarsi rimane la stessa. Siamo sballottati da un mare di informazioni e, troppo spesso, incapaci di agire in modo ottimale sia a livello personale che a vantaggio della nostra società.

Questo è il grande paradosso del nostro tempo.

Non riusciamo, perché non abbiamo la capacità e il tempo, ad elaborare tutte le informazioni in nostro possesso, ad eliminare quelle inutili, inattendibili, fuorvianti, a volte anche quelle eccessivamente tecniche. Così siamo costretti a fare delle scelte basate sull’istinto, sulla simpatia o sull’antipatia di chi ci racconta qualcosa, sulle esperienze pregresse molto spesso parziali e incomplete. In questo modo, l’opinione dello specialista si confonde con quella del semplice appassionato, quella del complottista con quella del politico serio, la notizia vera con la bufala, rendendo il mare nel quale ci muoviamo agitato, turbolento.

E il cielo troppo buio per riuscire a scorgere qualche stella per orientarsi.

È la nuova forma di ignoranza che mina la nostra società: quella che deriva dall'incapacità di organizzare, nel modo più corretto possibile, la grande mole di informazioni a nostra disposizione.

Più informazioni sembrano tradursi in meno conoscenza.

Il paradosso nel paradosso è che, come diceva Charles Darwin, “L'ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza”. La verità ha sempre più difficoltà ad emergere, le persone competenti sono sempre più silenziose o inascoltate rispetto a quelle incompetenti, i toni si inaspriscono e tornano ad emergere, prepotenti, atteggiamenti del tutto irrazionali e antiscientifici che rischiano di far tornare la nostra società indietro di decenni.

Durante la seconda edizione del Festival della Divulgazione ragioneremo di questo tema con sociologi e scienziati, economisti, giornalisti, artisti, esperti di comunicazione e di cultura. Per provare a individuare un faro, per orientarci un po’ meglio e navigare nella giusta direzione.

Su di un mare dove, troppo spesso, il più significa meno.

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