Amaro valtellinese: che caratteristiche ha il Bràulio? Quali erbe ci sono alla sua base?

Il Bràulio è un amaro valtellinese a base di erbe con un contenuto alcolico di 21°. Si tratta di un digestivo che viene servito freddo oppure a temperatura ambiente con l’aggiunta del ghiaccio. Il nome deriva dal Monte Bràulio che abbraccia la conca di Bormio, alle cui pendici venivano raccolte le erbe utilizzate per la produzione dell’omonimo amaro.

Possiede un sapore forte che consente di accostarlo ad altri alcolici oppure servito come aperitivo insieme a del vino bianco frizzante. L’abbinamento con i dolci specie crostate cioccolato e pera, ricotta di bufala ne fanno un trionfo del palato.

La ricetta originale dell’amaro risale al 1826, creata da Francesco Peloni, un farmacista e appassionato di botanica che si dilettava nello studio delle proprietà delle erbe locali. La produzione partì nel 1875 e oggi l’amaro è di proprietà della Casoni Liquori, un’azienda con sede a Modena anche se la produzione continua negli stabilimenti della famiglia Peloni a Bormio.

Storia e caratteristiche del Bràulio

L’amaro Bràulio venne prodotto nel 1875 dal dottor Francesco Peloni, un farmacista locale che amava la natura e la montagna. Ancora oggi, la ricetta è segreta e prevede l’utilizzo di una miscela di erbe aromatiche, bacche e radici che si tramanda da più di 140 anni.

Legato alla storia e tradizione di Bormio e della Valtellina, sua terra d’origine e del Monte Braulio, vetta da cui prese il nome, il Bràulio è un antico liquore, naturale al 100%. Gli unici ingredienti svelati della ricetta segreta sono: la genziana, il ginepro, l’assenzio e l’achillea moscata.

La produzione avviene a seguito di un processo di invecchiamento in botti di rovere dove si equilibra il gusto amaro con i sentori balsamici, per creare un sapore setoso e inconfondibile. Lo si può assaporare liscio oppure con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio e scaldato nelle sere molto fredde.

Possiede una variante “Riserva”, ovvero una produzione limitata di bottiglie create per rendere omaggio alla tradizionale ricetta. Segue l’infusione e la macerazione con aggiunta di sola acqua di montagna e zucchero, poi l’invecchiamento in botti di rovere di Slavonia per fare in modo che possa respirare e gli aromi fondersi tra loro, per un tempo di 15 mesi per Bràulio e 24 mesi per Bràulio Riserva.

Il gusto del liquore Bràulio e Bràulio Riserva, con il tipico colore marrone ambrato con sfumature rossastre, parte con un aroma di legno e radici seguito dal sapore robusto e intenso, dal sapore delle erbe e olii essenziali, e con un retrogusto corposo e persistente.

I prodotti e ingredienti

Due sono i prodotti di rilievo: l’Amaro Bràulio Classico, con il suo tipico aroma e il Bràulio Riserva che, invece, è disponibile in quantità limitata. Quest’ultimo è soggetto a un invecchiamento più lungo e viene filtrato con un metodo molto delicato che ne esalta ancora di più le erbe aromatiche.

Gli ingredienti principali del Bràulio sono erbe e piante officinali tra cui achillea moscata, bacche di ginepro, l’assenzio e radici di genziana, gli unici ingredienti svelati dall’originale ricetta ancora oggi segreta.

Il particolare metodo di produzione prevede un invecchiamento di un paio di anni all’interno di speciali botti in rovere, dove secondo quanto raccontato dai produttori, sembrerebbe che in un nodo del legno di una delle botti dove il Bràulio invecchia, sia comparsa un’immagine che si è formata nel corso degli anni in modo naturale: uno gnomo che sembra controllarne l’invecchiamento.